Mario Bardi, classe 1924, fiorentino

Mario Bardi, un giovane fiorentino, nato e cresciuto negli anni dell'Italia di Mussolini, ha creduto e crede nell'ideale fascista  partecipando alle attività di regime. Negli anni della seconda guerra mondiale, come tanti altri Italiani subisce delusioni e speranze sia per gli straordinari avvenimenti politici che si succedono in Italia nell'ultima fase della guerra dal '43 al '45, sia per l'andamento degli eventi bellici che condurranno poi il Paese verso il baratro del più tragico epilogo: la guerra civile, lo scontro  tra la Resistenza e la Repubblica Sociale, ultimo baluardo fascista. Il protagonista vive quegli anni in una tensione psicologica che lo porta, alla luce di nuove esperienze di cui sarà il personaggio principale, ad un cambiamento radicale, quasi una mutazione delle sue idee politiche, pur restando fedele ai principi irrinunciabili e fondamentali di quella italianità  patriottica e nazionalista che gli è stata inculcata, paradossalmente fin dai primi anni della sua esistenza dallo stesso Fascismo. Perviene quindi ad una risoluzione definitiva che egli interpreterà come un riscatto ideologico, quasi una liberazione dal suo passato, dando così in modo deciso una svolta conclusiva e coerente al tragico periodo che sta vivendo.

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