Delitto in montagna
ESTRATTO
Il 1936, anno in cui si svolge questa storia, fa parte del periodo d'oro del fascismo ed in Italia si respira aria imperiale. Nel maggio di quell'anno Mussolini regala all'Italia fascista la conquista dell'Etiopia, nuovo terreno di espansione del lavoro italiano e della fede fascista; Re Vittorio Emanuele III° innalza le insegne d'Imperatore. La guerra civile spagnola è alle porte (durerà fino all'aprile del 1939) e Mussolini, nel mese di luglio proprio quando Antonio Giacomazzi sarà in vacanza all'Hotel Ploner di Carbonin, interverrà a sostegno dei nazionalisti del generale Franco. Nello stesso tempo numerosi fuorusciti antifascisti si arruoleranno nelle Brigate Internazionali (formazioni di volontari stranieri) per combattere a fianco delle truppe repubblicane. La loro partecipazione, organizzata nella Brigata Garibaldi, sarà consistente di circa 3300 uomini ed avrà esponenti di spicco comunisti, socialisti, repubblicani e di Giustizia e Libertà.
Il 1936 rappresenta quindi l'anno del massimo consenso, iniziato fin dal 1929, e della stabilizzazione del regime. Dal 1922, con la Marcia su Roma, sono trascorsi quattordici anni dall'avvento del fascismo e la quasi totalità degli italiani plaude alle iniziative fasciste per trasformare l'Italietta di Giolitti in una nazione destinata alle massime aspirazioni politiche e sociali. Mussolini arringa le folle di piazza Venezia e l'Italia lo applaude, lo ammira come uomo del destino, colui che rinnoverà i fasti e le fortune imperiali dell'antica Roma ed i cui slogans gridati dal famoso balcone alla folla osannante, diventano imperativi categorici.
La firma dei Patti Lateranensi chiude, con soddisfazione della maggioranza cattolica italiana, la questione romana: il cattolicesimo diventa religione di stato. La battaglia del grano, la stabilizzazione della lira, il regime corporativo, la bonifica dell'Agro Pontino sono operazioni che incontrano il favore del popolo, che apprezza pure le iniziative politiche per portare l'Italia in un ben determinato quadro politico internazionale. Nell'ottobre di quel 1936 Mussolini si fa convincere da Hitler e si avvicina alla Germania dando vita a l'Asse Roma-Berlino-Tokio, contro le sanzioni economiche varate dalla Società delle Nazioni. L'Italia si trova impegnata con la Germania ed il Giappone in una serie di accordi e patti d'acciaio per garantire agli italiani di domani un avvenire di primo piano nel consesso mondiale delle nazioni vincitrici di quella immane tragedia della seconda Guerra Mondiale, che invece porterà alla rovina non solo il Fascismo ma l'Italia intera. Ma tutto, quando questa storia inizia, deve ancora accadere e quindi il consenso è generale.
Ma non è tutto oro ciò che riluce. Negli anni precedenti al '36 Mussolini ha avviato la svolta autoritaria assumendo la carica di capo del governo; sono state introdotte nuove leggi repressive rafforzate dalle leggi fascistissime. Sono stati sciolti i partiti non fascisti, abolite le libertà di riunione e di sciopero, reintrodotta la pena di morte; sono stati creati i Tribunali Speciali per la Difesa dello Stato ed una polizia politica, l'OVRA - Organizzazione Volontaria per la Repressione dell'Antifascismo - per contrastare e debellare appunto l'antifascismo, che nel 1927 a Parigi ha dato vita alla Concentrazione Antifascista, un'organizzazione politica per opera di emigrati antifascisti appartenenti a tutti i partiti, ad eccezione dei popolari cattolici e dei comunisti, la cui azione peraltro non ha avuto alcuna efficacia in Italia ed è finita col limitarsi a tenere i legami tra le diverse componenti dell'antifascismo in esilio. In Italia chi non è d'accordo e non ne fa mistero, incontra serie difficoltà e numerosi, per esempio, sono gli arresti di iscritti al Partito Comunista.
L'italiano medio è contento ma, parafrasando l'imperativo mussoliniano Noi tireremo diritto! deve appunto rigare diritto per non incorrere nella disciplina del sistema.