Un delitto in provincia
ESTRATTO
Settecolli è un grosso paese in un'ampia zona della bassa provincia padovana, in una pianura appena un metro sopra il livello del mare, assolata d'estate e fredda d'inverno quando soffia la bora. L'origine del nome è sconosciuta e forse deriva dalla vista dei colli Euganei, che si scorgono lontani all'orizzonte solo quando il cielo è limpido e la brezza spira dal mare. E' un paese come tanti, con la stazione dei Carabinieri il Municipio con la vecchia lapide che ricorda la sosta di Giuseppe Garibaldi per una notte, il monumento ai Caduti di tutte le guerre, la scuola elementare E. De Amicis, la farmacia, i portici con pretenziosi negozi, il ristorante dell'albergo Leon d'Oro e infine l'immancabile Bar Sport con biliardo e relativa ricevitoria del Totocalcio, sancta sanctorum degli sportivi settecollesi gestito da Augusto, grande organizzatore di trasferte calcistiche.
Gli abitanti si conoscono tutti e sanno tutto di tutti in un paese che dal lunedì al venerdì si svuota da chi lavora o studia nel capoluogo, pendolari del treno locale che arriva e parte sempre in ritardo. Durante la settimana, perciò, non si vede troppa gente in giro, salvo la domenica e le feste comandate, quando la piazza del Municipio e le vie adiacenti sono affollate in ogni spazio disponibile dai banchetti del mercato, frequentato anche da gente proveniente dai paesi vicini.
Settecolli è sempre stato un paese tranquillo e nel circondario non sono accaduti da anni fatti di cronaca di particolare importanza, anche se già negli anni della prima guerra mondiale era stata istituita una Pretura, rimasta operante nel solo Comune di Settecolli, che aveva avuto giurisdizione fino al 1925 su una circoscrizione che comprendeva un territorio più vasto dell'attuale.
Il pretore Aristarco Modica ne era il titolare, che di lì a poco doveva assumere l'incarico di sostituto procuratore alla Procura del capoluogo. Gli dispiaceva lasciare il paese, nonostante la promozione, perché a Settecolli, dov'era nato, si sentiva a casa propria; per tutti era il "Signor Pretore", mentre in Procura il nuovo incarico l'avrebbe posto alla pari degli altri colleghi e sarebbe stato uno dei tanti anonimi sostituti procuratori, ed anche perché la carriera sarebbe stata lunga. Aveva anche pensato di rinunciarvi ed abbandonare la magistratura per intraprendere la professione d'avvocato, ma la moglie che egli ascoltava e non solo nelle decisioni importanti, lo aveva convinto ad accettare il trasferimento.